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PAC post 2020: preoccupazioni per tagli al budget

Bruxelles, 2 maggio 2018

La Commissione propone oggi un bilancio a lungo termine pragmatico e moderno per il periodo 2021-2027.

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Nel complesso la Commissione propone un bilancio a lungo termine di 1.135 miliardi diinimpegni (espressi in prezzi del 2018) per il periodo 2021-2027, pari all’1,11 % del reddito nazionale lordo dell’UE-27 (RNL) (cfr. allegato 2: scheda informativa generale). Questo livello di impegni si traduce in 1.105 miliardi di € (ovvero l’1,08% dell’RNL) in termini di pagamenti (a prezzi 2018). Ciò comprende l’integrazione nel bilancio dell’UE del Fondo europeo di sviluppo, principale strumento con cui l’UE finanzia la cooperazione allo sviluppo con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e che finora è stato un accordo intergovernativo. Se si tiene conto dell’inflazione, l’ordine di grandezza è analogo a quello dell’attuale bilancio a lungo termine 2014-2020 (compreso il Fondo europeo di sviluppo).

Per finanziare nuove e urgenti priorità, occorrerà innalzare gliattuali livelli di finanziamento.Gli investimenti di oggi in settori quali la ricerca e l’innovazione, i giovani, l’economia digitale, la gestione delle frontiere, la sicurezza e la difesa contribuiranno alla prosperità, alla sostenibilità e alla sicurezza di domani. Sarà raddoppiato, ad esempio, il bilancio del programma Erasmus+ e del corpo europeo di solidarietà.

Nel contempo la Commissione ha valutato criticamente dove fosse possibile realizzare risparmi e aumentare l’efficienza. La Commissione propone che i finanziamenti a favore della politica agricola comune e della politica di coesione subiscano una modesta riduzione (in entrambi i casi del 5% circa) per tener conto delle nuove realtà di un’Unione a 27. Queste politiche saranno aggiornate in modo da poter comunque produrre risultati con minori risorse ed essere addirittura al servizio di nuove priorità. La politica di coesione, ad esempio, avrà un ruolo sempre più importante a sostegno delle riforme strutturali e dell’integrazione a lungo termine dei migranti.

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leggi tutto il comunicato: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-3570_it.htm

Canapa industriale: chiariamo alcuni aspetti della legge

Innanzitutto partiamo dalla legge LEGGE 2 dicembre 2016, n. 242, Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa.

All’articolo 1, comma 1 c’è scritto: La presente legge reca norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa (Cannabis sativa L.) […]
>> “L” NON STA’ PER LIGHT o LEGALE, è semplicemente la specie botanica consentita! Chi usa questo termine lo fa impropriamente.

Al comma 2, è inoltre specificato che ne è consentita la coltivazione solo delle varietà’ ammesse iscritte nel Catalogo comune delle varietà’ ai sensi dell’articolo 17 della direttiva 2002/53/CE
La legge nasce, come dice il titolo, per uso “agroindustriale”, ovvero fibra e seme. L’uso delle infiorescenze non è previsto e quindi in assenza di norma chiara si potrebbe rischiare, salvo specifico uso tecnico (deodorante, collezione ecc)

Fare attenzione all’Articolo 3, quello sugli obblighi del coltivatore: Il coltivatore ha l’obbligo della conservazione dei cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi. Ha altresì l’obbligo di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente
>> chi usa talee non può possedere i cartellini e le relative fatture e quindi può incorrere in gravi sanzioni.
Le talee le deve fare un vivaio e tra l’altro vanno autorizzate dal produttore del seme (brevetto) e non si possono fare liberamente e tanto meno metterle in campo, non solo per quanto detto sopra ma anche perché, nella legge all’articolo 2, comma 2, punto g), c’è scritto: coltivazioni destinate al florovivaismo. Quindi venduta solo come pianta ornamentale e non per coltivazione in campo

Articolo 4: il THC inferiore a 0,6 è un indicazione relativa all’esito del prelievo in campo che consente l’uso della coltivazione e non si riferisce ad altro. Se si supera è prevista la distruzione del raccolto e, se l’agricoltore ha comprato sementa certificate, in entrambi i casi non incorre in sanzioni.

Biologico: le nuove regole non piacciono

Dopo quattro anni di trattative le nuove norme UE sulla produzione e commercializzazione dei prodotti da agricoltura biologica sono state approvate dalla plenaria dell’Europarlamento. Con il voto contrario degli eurodeputati italiani.

Il regolamento fu presentato nel 2014 dall’allora commissario UE all’agricoltura Dacian Ciolos e i principali Paesi produttori (Italia, ma anche altri meno grandi come il Belgio) si sono trovati generalmente a chiedere norme più severe rispetto ai Paesi in cui si consumano più prodotti bio (Regno Unito, Danimarca, Svezia e altri). Di solito accade il contrario, sono i consumatori che vogliono standard più alti. 

Le nuove norme sul bio saranno applicabili a partire dal 2021. Il regolamento prevede controlli annuali antifrode per tutti gli operatori della filiera del bio (non solo agricoltori), con le ispezioni che diventano a cadenza biennale per chi risulta in regola per tre anni di fila. I produttori con aziende di piccole dimensioni potranno aggregarsi e ottenere una certificazione bio di gruppo, riducendo i costi.
La certificazione bio per prodotti coltivati su bancali in serra, richiesta dai Paesi del Nord Europa, è bloccata fino al 2030. 

Nel bio potranno continuare a essere usate sementi convenzionali fino al 2035. Le aziende agricole miste, che producono sia prodotti convenzionali che biologici, continuano a essere autorizzate.
I prodotti bio che vengono accidentalmente contaminati da agrofarmaci non autorizzati nel settore potranno continuare ad avere la certificazione. I Paesi che, come l’Italia, hanno un meccanismo di decertificazione automatico potranno mantenerlo, ma non impedire la commercializzazione nel proprio mercato di prodotti di altri Paesi europei, o di Paesi terzi, che si comportano diversamente.
Quest’ultimo aspetto, insieme alle deroghe al principio di conformità dei prodotti importati, hanno spinto gli europarlamentari italiani a votare contro.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 16/2018 a pag. 6

Filiere: al via le Commissioni Uniche Nazionali con più trasparenza di mercato

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono stati firmati oggi, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, i decreti direttoriali istitutivi di cinque Commissioni Uniche Nazionali – CUN, relative ad alcune delle filiere più rappresentative del comparto agroalimentare italiano.

Dopo un lungo lavoro di condivisione e confronto con le filiere interessate, sono state rinnovate e allineate alla nuova normativa le Commissioni già esistenti (Cun Conigli, Cun Suini da macello, Cun Suinetti, Cun Tagli, Cun Grasso e strutti), recependo le ultime disposizioni in materia volte a garantire una maggiore trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella formazione dei prezzi. Per la prima volta i Ministeri hanno disposto una verifica dell’effettiva rappresentatività delle parti, attraverso la raccolta delle deleghe dei loro associati e la relativa ripartizione dei commissari.
Nella stessa direzione va anche la decisione di avvalersi di una quotazione unica a livello nazionale con l’elaborazione di un prezzo indicativo unico, attraverso la sospensione delle rilevazioni autonome delle borse merci per i prodotti trattati dalle rispettive CUN.
I decreti, i Regolamenti di funzionamento, le Schede di mercato e i Listini relativi a ciascuna Commissione Unica Nazionale sono disponibili sul sito del Mipaaf e di Borsa Merci Telematica Italiana scpa – BMTI, a cui sono affidate le segreterie delle Commissioni.

PAC 2018: come ottenere l’anticipo

Agea ha fornito agli agricoltori titolari di Domanda unica 2018, ai Caa e alle banche le procedure e le informazioni necessarie per l’anticipazione finanziaria della Pac 2018, che prevede una specifica linea di intervento per favorire l’immediata disponibilità agli agricoltori dei contributi comunitari.
In tale ambito Agea mette a disposizione degli istituti bancari convenzionati alcuni strumenti per consentire una elastica e funzionale anticipazione delle somme da incassare a titolo PAC da parte degli imprenditori agricoli.
La stampa dei modelli da utilizzare per la richiesta di anticipazione viene prodotta automaticamente per ogni domanda presentata. Tali modelli sono identificati univocamente con un codice a barre e riguardano: il facsimile della richiesta di anticipazione con il pin di consultazione a uso degli istituti bancari convenzionati che possono accedere alla posizione del produttore presso il Sian; la sintesi delle informazioni attuali e storiche dell’azienda; il modello di lettera all’agricoltore che illustra le modalità per accedere al finanziamento.
Il Caa mandatario consegna tali modelli al produttore e fornisce tutto il supporto necessario affinché l’agricoltore si registri come utente del Sian.
Il produttore presenta i moduli alla banca prescelta, consentendole di prendere visione della propria posizione presso il Sian. La banca valuta la finanziabilità e propone le condizioni del finanziamento nell’ambito di quanto previsto dalla convenzione.
Non appena le parti pervengono a un accordo, la banca registra l’avvio della pratica nel Sian, memorizzando gli elementi caratterizzanti il finanziamento quali periodo, importo e tasso applicato.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 15/2018 a pag. 10

Modello MUD per gli agricoltori

Cosa sono i rifiuti pericolosi? Sono rifiuti pericolosi quelli contenuti nell’elenco di cui all’allegato D della parte IV del Testo Unico Ambientale .

La norma ci dice che: La classificazione dei rifiuti è effettuata dal produttore assegnando ad essi il competente codice CER ed applicando le disposizioni contenute nella decisione 2014/955/UE e nel regolamento (UE) n. 1357/2014 della Commissione, del 18 dicembre 2014, nonche’ nel regolamento (UE) 2017/997 del Consiglio, dell’8 giugno 2017.

Il 28 dicembre 2017 con DPCM viene approvato il modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2018 dove, relativamente alle aziende agricole, si legge (paragrafo 1.1.) che sono obbligati alla comunicazione le imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con un volume di affari annuo superiore a Euro 8.000,00.
Quindi il MUD è obbligatorio per imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con più di 8000 euro di reddito annuo. Tale modello va presentato entro il 30 aprile di ogni anno, però può anche essere sostituito con conservazione ordinata in ordine cronologico dei formulari di trasporto.

L’agricoltore che vuole assistenza su questo puo’ rivolgersi alla propria associazione per chiarimenti, inoltre ci sono molti Consorzi Agrari che fanno questo servizio ed esistono numerose imprese che gestiscono la raccolta e preparano le pratiche.

Oggi la legge, giustamente, impone di smaltire i rifiuti in maniera corretta: stoccaggio, trasporto, smaltimento. Non rispettare le norme può comportare pesanti conseguenze.

>> https://drive.google.com/file/d/1cOg6C5sL4N_0mmMllLzWz5X8r2MSTdkH/view

Acquisto fitofarmaci da parte di cooperative

Le cooperative che acquistano fitofarmaci per gli agricoltori devono o no comunicare sul portale Agea la cessione come i commercianti oppure passano come utilizzatori?

Per quanto riguarda le cooperative dipende se acquistano per conto di tutti i soci e distribuiscono oppure se acquistano e conferiscono ai soci vendendo a loro.

Se vendono ai soci devono avere l’autorizzazione alla vendita e in questo caso risultano venditori; altrimenti hanno solo una funzione di accentramento dell’acquisto e successivamente lo distribuiscono i soci senza la vendita in quel caso la dichiarazione di vendita la deve fare solo il venditore originario che ha venduto alla cooperativa.

Assicurazioni agricole: presentazione del PAI prorogata a fine aprile

C’è tempo fino al prossimo 30 aprile per presentare il Pai, il Piano assicurativo individuale, la cui compilazione è uno dei requisiti necessari per accedere agli incentivi assicurativi prevista dalla Pac.
Con decreto n. 12234 del 29 marzo scorso, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il Mipaaf ha disposto infatti, oltre al differimento dei termini per la presentazione del Pai, anche la proroga al 10 maggio della scadenza per l’informatizzazione delle polizze nel Sistema di gestione dei rischi (Sgr) per il 2017. Una recente riunione del Mipaaf nella quale sono stati coinvolti i consorzi di difesa, i Caa e Agea ha fatto emergere la necessità di differire i termini di scadenza e dare così maggiore respiro ad agricoltori e operatori del settore per svolgere tutti gli adempimenti previsti dalla normativa nazionale, i quali, notoriamente, non sono semplici da gestire.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 13/2018 a pag. 14